La nostra Namibia

tra dune e oceano!

L'attesa aumenta il desiderio

Il nostro tanto atteso viaggio in Namibia si fa attendere ancora di più… arrivati in aeroporto il 3 novembre scopriamo che il nostro volo è stato cancellato causa maltempo… dopo un momento di sconforto torniamo a casa, cercando di ricaricare mente e corpo per partire il giorno successivo.

Dopo uno scalo a Francoforte e un aereo strapieno, il 5 novembre di prima mattina arriviamo a Windhoek e dopo aver preso il nostro bolide (una Jimny verde militare in perfetto stile Safari) ci mettiamo in viaggio verso il Kahalari. Da subito capiamo che saranno i paesaggi a fare da protagonista al nostro viaggio: i colori e le forme mutano di chilometro in chilometro. All’improvviso tutto diventa rosso arancio e questo ci fa capire che ci siamo: arrivati al primo lodge, lanciamo le valigie in camera e ci prepariamo per il primo game drive della nostra vita. La fortuna è subito dalla nostra parte: giraffe, zebre, oryx, sprinboks… è il nostro primo safari ed è la prima volta che vediamo questi animali! Lo sfondo rende ancora tutto più speciale… non ci scorderemo mail l’arancione della sabbia, in contrasto con il verde degli alberi, il giallo dei cespugli, l’azzurro del cielo! Il primo tramonto africano ci arriva dritto al cuore e non lo dimenticheremo mai.

Il giorno successivo realizziamo davvero che il nostro viaggio sarà caratterizzato principalmente da lunghi spostamenti, il che comporta solo due cose: paesaggi mozzafiato e torcicollo. Le strade infatti, per quanto larghe e davvero poco trafficate, sono fatte da piccoli dossetti che ti fanno ballare di continuo!

Procediamo verso nord con destinazione Moon Mountain Lodge. Che dire, sognavamo questo posto dal primo giorno in cui Maria Chiara ce lo ha proposto… L’esperienza di dormire in una palafitta con una vista da urlo è indimenticabile. La serenità di non doversi neanche preoccupare di chiudere la porta a chiavi… quando ricapiterà mai?  Purtroppo becchiamo due giorni di temperature basse e vento ma che non ci impediscono di rimanere incantati davanti al cielo stellato.

La mattina dopo sveglia prima dell’alba, partiamo direzione Soussvlei. Il sole non era ancora sorto che due zebre ci attraversano la strada correndo… che emozione! Alle 6.00 del mattino eravamo già in fila e non appena il gate si è aperto è iniziata la nostra avventura in questo scenario tutto arancione e azzurro. All’alba la sabbia era ancora più brillante. L’obiettivo era quello di raggiungere il Big Daddy: le dune erano impetuose e faticose ma ce l’abbiamo fatta! La discesa di corsa verso Deadvlei è stata davvero divertente e siamo rimasti sorpresi dal rumore della sabbia che si muove. La passeggiata tra gli alberi di acacia ci ha permesso di realizzare degli scatti unici

Tornati al lodge abbiamo chiesto il permesso di poter far volare il nostro drone e abbiamo realizzato delle riprese incredibili al paesaggio, con oryx e spirngbok che correvano al tramonto.

L'avventura prosegue ed i paesaggi continuano a stupirci

Il tema del giorno successivo sono i paesaggi. 5 ore di auto, più di 300 km e lo scenario che cambia di continuo: prima secco, poi verde, poi sabbia, poi roccia, poi collina, poi prateria, poi montagna, poi deserto. L’unica certezza: strade problematiche. Conclusione: torcicollo a fine giornata!

Piccola sosta al cartello del tropico del Capricorno, dove è obbligatorio scattare la foto di rito!

L’arrivo a Walvis Bay ci è piaciuto: la cittadina è molto carina, con case da copertina. Il vento gelato e uno sbalzo termico di circa 20 gradi ci fanno correre a mettere il giacchetto. Tramonto molto suggestivo con un numero impressionante di pellicani.

Il giorno successivo si parte carichi per una delle esperienza che forse aspettavamo di più: la giornata a Sandwich Harbour, dove le dune si buttano sull’oceano. La nostra guida è super gentile e simpatica e ci fa scoprire tantissime cose sull’ecosistema di questo posto. Il sali / scendi in questa vastità fatta di dune di color oro (che abbiamo scoperto essere diverse ogni giorno, poiché il vento la fa da padrone) ci è piaciuta tantissimo! 

La giornata finisce in infermeria per un corpo estraneo nell’occhio di Elisa (probabilmente un granello di sabbia o simile), per fortuna niente di grave.

Il giorno dopo è giorno di spostamenti verso nord, verso il Damaraland. Il paesaggio cambia di nuovo, così come la temperatura: dai pochi gradi della costa fino a raggiungere i 37 all’arrivo al Damara Mopane Lodge, dove ci godiamo un aperitivo in terrazza a sfioro su una miriade di alberi e con un tramonto indimenticabile.

Il giorno dopo ci rimettiamo in macchina in questa meravigliosa zona del Damaraland e approfittiamo per fare diversi stop e far volare il nostro drone. Le foto e i video realizzati ripagano la fatica fatta per ottenere i permessi prima di partire!

Ci fermiamo al villaggio Himba che ci permette di conoscere più a fondo le tradizioni di questo popolo e scoprire che ogni cosa che indossano ha un significato. Questo incontro ci ha permesso di aprire cuore e mente a molte riflessioni

Di nuovo in marcia, è tempo di entrare nella concessione di Hobatere. Subito dopo l’ingresso, 16 km ci dividono dal lodge ed è qui che facciamo quello che possiamo considerare il più bell’incontro di tutto il viaggio: 2 zebre di Hartmann ci compaiono in mezzo alla strada come una vera e proprio apparizione, è stato un momento a dir poco magico! Ma le sorprese non finiscono qui, poiché appena arrivati la receptionist ci porta di corsa nel cortile e ci dice di osservare con attenzione: un branco di leoni se ne sta tranquillo davanti ai nostri occhi!!! Ci viene detto che è molto raro trovarli proprio lì davanti e per noi è il primo avvistamento di leoni della nostra vita! Rimaniamo quindi incantati ad osservare due cuccioli che giocano e si prendono a morsi proprio davanti ai nostri occhi e partecipando al game drive abbiamo modo di osservarli ancora più da vicino. Durante la notte Ivan ne ha sentito pure il ruggito!

…E safari sia...!

Il giorno dopo, con l’ingresso nel parco Etosha, inizia l’ultima spettacolare parte del nostro viaggio: il nostro primo safari. L’arrivo è un po’ caotico, ma subito dopo prendiamo confidenza: mappa alla mano, iniziamo ad esplorare questa vastità naturale che ci permette di vedere giraffe, zebre, leoni, antilopi di ogni genere, blue wild beast, struzzi, iene, rinoceronti e (stranamente con un po’ di fatica iniziale) finalmente gli elefanti! Che animale incredibile! Il nostro alloggio presso Okaukuejo Camp ha vista sulla pozza e questa vale da sola il viaggio. Le nostre due serate nel campo trascorrono in silenzio davanti alla pozza: i colori del tramonto sono indimenticabili e con il calar del sole riusciamo ad avvistare 19 giraffe contemporaneamente, poi un baby rinoceronte con la mamma e perfino un ghepardo!

L’ultima notte la trascorriamo all’Etosha Safari Camp in una tenda attrezzata, pulita e confortevole: l’esperienza per noi è nuova ma ci è piaciuta molto! Provo davanti alla tenda una simpatica mangusta ci aspettava tutta spaparacchiata per darci il benvenuto.

 Il 15 novembre termina questa meravigliosa avventura namibiana. Salutiamo questa terra africana ringraziandola per i colori, i silenzi, i paesaggi, le persone e gli animali che ci ha permesso di conoscere e per le sensazioni ed emozioni che ci ha permesso di sentire.

P.S. Ivan, spero che questo viaggio per i tuoi 30 anni rimanga per sempre nel tuo cuore. Tu sarai per sempre nel mio! Elisa
La prima volta non si scorda mai. Il nostro primo viaggio in Africa, il nostro primo safari. Emozioni provate per la prima volta e che non ci dimenticheremo mai!
Elisa

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