Natale in Namibia

l'infinito e noi

Subito all'Etosha!

Accompagnati dai racconti di Maria Chiara e dalle lunghe ricerche fatte prima della partenza iniziamo il nostro viaggio “invernale” in Namibia, arrivando a Windhoek il giorno di Natale.
La città è deserta molto più di quanto lo saranno i deserti che incontreremo durante le nostre due settimane in Namibia.

Il nostro sarà un viaggio leggermente diverso, non tanto per le cose che vedremo ma perché viaggeremo in senso antiorario, all’opposto di quanto normalmente viene fatto. Abbiamo infatti
seguito i consigli di Maria Chiara che ci ha prontamente avvisato che il giorno di Capodanno avremmo rischiato di trovare una gran folla di turisti nelle zone costiere, in questo modo invece ci
siamo goduti a pieno un viaggio che merita di essere fatto in totale contatto con la sola natura.

Dunque si parte!

Andiamo in direzione nord, verso il parco dell’Etosha dove passeremo tre giorni ad incrociare animali di tutti i tipi, abbondanti nonostante il periodo natalizio non sia quello più indicato per gli
avvistamenti.
Giraffe, zebre, rinoceronti, antilopi e anche qualche leone ci accompagnano lungo le piste sterrate del Parco, lasciandosi fotografare e osservare nel loro habitat naturale.

Dopo le prime due notti all’Okaukuejo ci spostiamo nel meraviglioso Dolomite Camp nella zona occidentale del parco. La vista qui è meravigliosa e abbiamo anche l’occasione di conoscere una
simpatica guida locale che ci porta con lui prima dell’alba alla ricerca di qualche animale che ancora non abbiamo incrociato.

Capodanno sulle dune

Il viaggio continua con un susseguirsi di paesaggi sempre diversi.

Le strade della Namibia ci portano prima nella zona degli Himba e poi nella Palmwag Concession, un deserto roccioso dai colori quasi violacei. Qui partecipiamo ad un game drive con una guida
simpaticissima che ci prepara un fantastico aperitivo in cima ad una collina, nel bel mezzo del nulla, dove ci godiamo un tramonto pazzesco a forza di gin tonic (sempre con moderazione, per
chi ci avete preso).

Nei giorni successivi cambiano i paesaggi, sembra incredibile ma pare sempre in meglio.

La sorpresa è tanta quando improvvisamente passiamo dalle dune rocciose di Palmwag a quelle sabbiose, prima nel Damaraland e Twyfelfontein, poi nella zona costiera, fino a Walvis Bay.

Passiamo un Capodanno un po’ diverso dal solito, in un ristorantino su una palafitta dove assaggiamo cinque o sei tipi diversi di pesce locale, andando però a dormire presto perché il
giorno dopo ci aspetta una gita full day sulle dune di Sandwich Harbour!

Che dire, il nostro primo giorno dell’anno non poteva essere dei migliori.

La mattina seguente infatti Peter, il nostro driver/guida, ci viene a prendere in hotel e ci inizia a spiegare i segreti della natura della baia. Peter ci fa saltellare tutto il giorno sulla sua 4×4 e ci tiene con lui ben oltre la durata normale del tour, forse gli stavamo simpatici!

I tentativi di scalare una duna ripidissima hanno scarsi risultati, in compenso possiamo dire di averci provato.

sabbia rossa

I giorni successivi sono forse ancora più magici.

Dalla costa torniamo verso l’interno del paese, prima visitando la minuscola località di Solitaire, dove ci fermiamo a mangiare una inaspettatamente deliziosa torta alle mele, fino ad arrivare nel pazzesco Moon Mountain Lodge, un complesso di tende montate su strutture di legno e arroccato su una collina con affaccio sulla valle.
Il tramonto, neanche a dirlo, uno dei più belli della nostra vita.

Sveglia all’alba, per la prima volta il caldo si fa sentire, d’altronde siamo in piena estate africana.

La destinazione è Sesriem, dove scaleremo la Duna 45 e poi il Big Daddy, per scendere poi verso quella pazzesca creazione della natura che è Dead Vlei.
Il caldo comincia a farsi insopportabile già intorno alle 10.30 quindi torniamo a goderci il nostro fantastico lodge leggendo un libro in ammollo nella piscina privata.

Poco prima di tornare nella capitale e di dover salutare la Namibia però concludiamo questo viaggio meraviglioso con un altro cambio di panorama, passando la notte nella Namibrand Nature
Reserve. La sabbia rosso sangue fa da contrasto all’erba giallissima, l’effetto è pazzesco.

La fine del viaggio è però ormai arrivata, la strada di ritorno verso Windhoek è lunga e faticosa ma solo perché ci fa rendere conto che stiamo concludendo uno dei viaggi più belli della
nostra vita
.

Torneremo sicuramente, alla prossima!
“Un viaggio sognato da tanti anni e ora finalmente realizzato. L’unico problema è che già sentiamo la mancanza della Namibia e presto o tardi saremo costretti a tornare”
Giacomo

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